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Informazioni generali
Il comune di Firenze è, insieme ad altri 43, uno dei comuni della Provincia di Firenze.
Abitanti: ha una popolazione di circa 369000 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 50 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Fiesole, Impruneta, Scandicci, Sesto Fiorentino.
CAP: 50100
Prefisso: 055
Codice fiscale: D612
Codice ISTAT: 48017
Nome degli abitanti: Fiorentini


Il Territorio
Porta Romana
La zona è collegata benissimo con il centro tramite bus (11-34) , anche se è facilmente raggiungibile a piedi. A pochi metri è presente una farmacia e negozi di ogni genere, inoltre nei pressi vi sono dei supermercati e distributori di benzina, La zona di Porta Romana è una zona molto caratteristica di Firenze, è situata nella parte sud del centro storico cosiddetta "diladdarno", vicino al Palazzo Pitti e il giardino di Boboli. Nella zona cisono le famose chiese di Santo Spirito e del Carmine dove si può ammirare la famosa Cappella Brancacci del Masaccio. Nei dintorni si può visitare la splendida Certosa di Firenze e il museo della Specola e la bellissima zona del Poggio Imperiale con ville antiche e lo splendido paesaggio delle colline fiorentine..Da Porta Romana parte la strada pe ril piazzale Michelangelo da cui si può vedere il panorama della città, inoltre passano i bus che collegano Firenze con Siena, San Gimignano e Volterra.

I quartieri
La città di Firenze è divisa in 5 quartieri principali.
Il Centro storico, patrimonio dell’UNESCO, che ospita la Basilica di S.Croce, la piazza del Duomo e della Signoria, il Palazzo Vecchio.
Santa Maria Novella con la sua omonima Piazza e la Cappella dei Medici, buona anche per la vita notturna. Offre ottimi collegamenti con l’aereoporto.
Campo di Marte è invece più residenziale ed offre diversi centri sportivi, oltre allo Stadio Artemio Franchi.
Se volete cogliere i panorami migliori, indirizzatevi verso Gavinana, sede anche di molti eventi culturali e folcloristici.
La zona più verde è forse quella di Santo Spirito, che offre anche parecchie attività commerciali.
Se state cercando appartamenti a Firenze per il vostro soggiorno, potete quindi indirizzare la vostra scelta in base al quartiere che meglio racchiude quel che state cercando.

La Storia
Porta Romana
Porta Romana è la porta più a sud delle mura di Firenze. Posta sulla via per Siena e per Roma, da cui il nome, vi confluiscono dal centro Via Romana e Via de' Serragli, rendendola tutt'oggi un importante punto di accesso al centro della città.

La porta fu costruita nel 1326, durante i lavori per l'ultima cerchia di mura, e da allora ha subito varie alterazioni nel corso, come l'irrobustimento e ribassamento nel periodo dell'assedio di Firenze, per renderla meno vulnerabile alle nuove artiglierie che usavano la polvere da sparo.

Come conseguenza della smilitarizzazione, avvenuta al tempo del Granduca Pietro Leopoldo, nelle mura ai lati della porta furono aperti due nuovi varchi per una migliore circolazione di persone e veicoli, a metà del XIX secolo, quando ben peggior sorte toccò alla cinta della parte nord della città che fu demolita per fare spazio ai Viali di Circonvallazione.

Come la Porta San Frediano, ha conservato le due grandi ante lignee del portale, con i tipici grandi bulloni, sia decorativi che di rinforzo e le antiche serrature.

Dal 1998 fu aperto il tratto di mura da Porta Romana a Piazza Tasso, con la possibilità di vedere la grande sala al primo piano della Porta dove alloggiavano i soldati di guardia. Dalle finestrelle si ha una bella panoramica sul giardino di Boboli e su questa parte di Oltrarno.

Al di sopra dell'arco centrale, è stato ricollocato dopo il restauro un grande affresco del Franciabigio, raffigurante la Madonna col Bambino e quattro Santi.

Sul piazzale antistante, oggi al centro di una rotatoria, si trova una grande statua contemporanea in marmo di Michelangelo Pistoletto, Dietrofront. Raffigura una donna che si dirige verso sud, mentre sulla testa poggia un pesante ed estremamente lungo fardello aggettante che indica la direzione opposta, verso l'interno della città.


Folklore, Cultura e Tradizioni
La Rificolona
Torna come ogni anno l'evento tradizionale fiorentino più amato dai bambini: la festa della Rificolona.
Il 7 settembre le lanterne di carta, dette rificolone, buffe, colorate, con la candelina che dall'interno le illumina di bagliori, si riaccendono per le strade della città per confluire, come vuole la tradizione in piazza Santissima Annunziata.
Le origini di questa festa risalgono ai secoli passati, quando in piazza si svolgeva un importante mercato in occasione della festa della Madonna, l'8 settembre (per saperne di più clicca qui). Le lanterne con il passare del tempo si sono trasformate in oggetti di cui fare mostra, in una gara a quella più originale. Per questo in città vengono organizzati durante tutta la settimana dei laboratori per bambini, presso i quali sarà possibile costruire la propria rificolona. I laboratori curati dai consigli di quartiere fiorentini, prenderanno l'avvio lunedì 3 settembre.
Il corteo principale sarà la sera del 7 settembre: partenza da piazza Santa Croce, tappa in piazza del Duomo, e poi attraverso via dei Servi verso piazza Santissima Annunziata.
Il giorno successivo le rificolone si sposteranno sull'Arno per una parata galleggiante.

Monumenti, Luoghi e Itinerari
Cenacolo della Calza
Il Cenacolo della Calza convento della città di Firenze può essere trovato nei pressi della Porta Romana. E 'stata una volta abitata dai Fratelli di Ingesuati il suo primo fondamento e le loro abitudini sono state ancora una volta rispetto alle calze calze o in italiano, principalmente a causa della loro lunghezza. Molto del convento è aperta alla gente del posto e turisti, che comprende l'antico refettorio. Qui potete trovare un bellissimo affresco dipinto dall'artista Franciabigio nel 1514 e raffigurante l'Ultima Cena. Visite sono solo su prenotazione. (http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/turismo/cenacoli/Cenacoli.htm)

Il Giardino di Boboli
Il Giardino di Boboli è un parco storico della città di Firenze. Nato come giardino granducale di palazzo Pitti, è connesso anche al Forte di Belvedere, avamposto militare per la sicurezza del sovrano e la sua famiglia. Il giardino, che accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori, è uno dei più importanti esempi di giardino all'italiana al mondo ed è un vero e proprio museo all'aperto, per l'impostazione architettonico-paesaggistica e per la collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XIX secolo.

I giardini dietro Palazzo Pitti, residenza dapprima dei Medici, poi dei Lorena e dei Savoia, furono costruiti tra il XV e il XIX secolo e occupano un'area di circa 45.000 metri quadri. Alla prima impostazione di stile rinascimentale, visibile nel nucleo più vicino al palazzo, si aggiunsero negli anni nuove porzioni con differenti impostazioni: lungo l'asse parallelo al palazzo nacquero l'asse prospettico del viottolone, dal quale si dipanano vialetti ricoperti di ghiaia che portano a laghetti, fontane, ninfei, tempietti e grotte. Notevole è l'importanza che nel giardino assumono le statue e gli edifici, come la settecentesca Kaffeehaus (raro esempio di gusto rococò), che permette di godere del panorama sulla città, o la Limonaia, ancora nell'originario color verde Lorena.

Il giardino ha quattro ingressi fruibili dal pubblico: dal cortile dell'Ammannati di Palazzo Pitti, dal Forte di Belvedere, da via Romana (l'ingresso di Annalena) e dal piazzale di Porta Romana


La Cappella Brancacci
La Cappella Brancacci, situata all'interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento.

Essa è frutto della collaborazione di due dei più grandi artisti dell'epoca Masaccio e Masolino da Panicale; cui deve aggiungersi la mano di Filippino Lippi, chiamato a completare l'opera. Committente del ciclo di affreschi, a cui si deve anche la scelta del tema, fu Felice Brancacci. Il tema del ciclo è la salvezza dell'umanità operata dal Signore attraverso Pietro.

Le scene rappresentano il peccato originale con la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre e le storie della vita di san Pietro. I lavori iniziarono intorno al 1422 da Masolino e dal suo aiutante Masaccio il quale continuerà da solo dopo la partenza di Masolino per l'Ungheria (1425).

In Masolino si vede continuare la pittura del Medioevo mentre si vede emergere la personalità di Masaccio che applica alla pittura le nuove teorie rinascimentali, come un uso molto rigoroso ed espressivo della prospettiva. I primi affreschi non permettono di stabilire bene la predominanza di un artista sull'altro, i due si influenzano a vicenda, ma poi la genialità e la novità di Masaccio vengono alla luce.

Purtroppo Masaccio morirà a soli 27 anni nel 1428 durante un viaggio di studio a Roma lasciando l'opera incompiuta. Questa fu terminata quasi 50 anni dopo da Filippino Lippi che cercò di mantenere lo stile del maestro ottenendo un buon risultato.

L'opera
Nella volta erano i quattro evangelisti e a partire dai lunettoni le storie di san Pietro organizzate su tre registri, a cui fanno da premessa gli affreschi col Peccato originale e la Cacciata dei Progenitori, nella parete di fondo sotto la bifora Crocifissione di Pietro; le scene sono racchiuse in una finta architettura di paraste corinzie reggenti una cornice dentellata; tenendo conto che l'ordine carmelitano si schierò sempre a favore del primato papale e in quel periodo Firenze si stava avvicinando al Papato in funzione antiviscontea, le storie possono essere lette come storia della salvezza realizzata dalla Chiesa attraverso Pietro.

La decorazione iniziò con gli Evangelisti della volta di mano di Masolino, proseguì o con il lunettone della parete sinistra con la scena o della Navicella o della Vocazione di Pietro e Andrea di mano di Masolino e sulla parete di fondo Il pianto di Pietro dopo il triplice rinnegamento (ritrovata la sinopia) di Masaccio, oppure, spostando il ponteggio, con il lunettone destro dove Masaccio affrescò o la Navicella o la Vocazione di Pietro e Andrea, mentre Masolino sulla parete di fondo Pasci i miei agnelli (ritrovata la sinopia). Al secondo livello iniziò la decorazione o dalla parete di sinistra dove Masaccio affrescò la Cacciata dei Progenitori e il Tributo e Masolino sulla parete di fondo La predica di san Pietro; o dalla parete di destra sempre del secondo livello dove Masolino dipinge il Peccato originale e la Resurrezione di Tabita, mentre Masaccio nel fondo dipinge il Battesimo dei neofiti.

Il primo di settembre del 1425 Masolino parte per l'Ungheria, abbandonando la decorazione della cappella Brancacci; Masaccio porterà a compimento le scene con San Pietro che risana con l'ombra, La distribuzione dei beni, la Crocifissione nella parete di fondo e buona parte de La Resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra nella parete di sinistra, tutte al primo livello.

La morte di Masaccio nel 1428 e l'esilio di Felice Brancacci nel 1436, per l'instaurarsi della signoria medicea, cui la sua famiglia era avversa, segna l'abbandono della decorazione, dal 1460, i frati carmelitani, per cancellare il ricordo del committente, distrussero la Crocifissione di san Pietro sotto la bifora, inserendovi l'altare con la Madonna del popolo, tavola duecentesca; la decorazione venne completata solo nel 1481 da Filippino Lippi, con le scene di San Pietro visitato in carcere da san Paolo a sinistra nel primo livello e le due scene della parete di destra con La Liberazione di san Pietro e La disputa con Simon Mago e la crocifissione di san Pietro. Tra il 1746 e il 1748 venne rialzata la volta, distrutte le lunette e la volta originale, vennero realizzati nuovi affreschi. Nel 1781 un incendio ne annerì la cromia. Venne restaurata nel 1988 riportando all'originale cromia gli affreschi.



Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici
Prodotti tipici Toscana
La nostra gastronomia è ricca di prodotti speciali della terra e della lavorazione dell'uomo: a Firenze e nella provincia si trovano non soltanto vino e olio di oliva ma anche i marroni e il pane del Mugello, i tartufi, le cipolle di Certaldo o i carciofi di Empoli, i pecorini e gli altri formaggi tipici: ogni prodotto consente un viaggio diverso nella tradizione del buon vivere toscano.
Il Chianti Colli Fiorentini è un vino DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Firenze. Questo vino ha un colore rubino , odore intenso , sapore asciutto, sapido ma morbido e vellutato . Se invecchiato per almeno due anni di cui almeno sei mesi in botte e tre in bottiglia, il Chianti Colli Fiorentini può fregiarsi della menzione RISERVA . In questo caso il titolo alcolometrico volumico minimo è di 12,5%. Il periodo di invecchiamento viene calcolato a decorrere dal 1 gennaio successivo all'annata di raccolta delle uve.
Elenco prodotti tipici firenze

- Bistecca alla Fiorentina
- Tagliata
- Olio
- Vino
- Pasta
- Condimenti fiorentini
- Vino docg colli fiorentini
- Formaggi

Inoltre vogliamo riportare alcune specialità molto particolari:
La pesca regina di Londa
Il Marrone del Mugello IGP
Il tartufo
Il pecorino toscano DOP
Lo zafferano di Firenze
La cipolla di Certaldo
Il pane toscano
Il Pane del Mugello
Il carciofo empolese
Il prosciutto toscano DOP
Vitellone bianco dell'Appennino Centrale IGP


Sport, Divertimento e Tempo libero

Eventi e Appuntamenti
La Colombina (Lo scoppio del carro)
Questa nota cerimonia fiorentina risale addirittura ai lontani tempi della prima crociata, indetta per liberare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli.

Nel 1097, al comando di Goffredo di Buglione, Duca della bassa Lorena, i crociati, il cui nome derivò dalla croce rossa cucita sulla spalla destra della tunica bianca che ricopriva l’armatura, partirono per la Palestina e nell’estate del 1099 posero l’assedio alla città di Gerusalemme che espugnarono il 15 luglio.

Secondo la tradizione fu il fiorentino Pazzino de’ Pazzi a salire per primo sulle mura della città santa dove pose l’insegna bianca e vermiglia. Per questo atto di valore, Goffredo di Buglione gli donò tre schegge del Santo Sepolcro.

Rientrato a Firenze il 16 luglio 1101, il valoroso capitano fu festeggiatissimo ed accolto con solenni

onori. Le tre pietre rimasero inizialmente conservate nel palazzo de’ Pazzi e quindi consegnate alla Chiesa di Santa Maria Sopra a Porta in Mercato Nuovo, per poi passare nell’adiacente Chiesa di San Biagio fino a quando, nel 1785, questa fu soppressa. Dal 27 maggio di quell’anno le sacre reliquie vennero definitivamente trasferite nella vicina Chiesa dei Santi Apostoli dove tuttora sono gelosamente conservate.

Gli storici ci hanno tramandato che dopo la liberazione di Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunarono nella Chiesa della Resurrezione e, in devota preghiera, consegnarono a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione. A questa cerimonia risale l’usanza pasquale di distribuire il fuoco santo al popolo fiorentino. Difatti, dopo il ritorno di Pazzino, ogni Sabato Santo, i giovani di tutte le famiglie usavano recarsi nella cattedrale dove, al fuoco benedetto che ardeva, accendevano rispettivamente una fecellina (piccola torcia) per poi andare, in processione cantando laudi, per la città a portare la fiamma purificatrice in ogni focolare domestico. Il fuoco santo veniva acceso proprio con le scintille sprigionate dallo sfregamento delle tre schegge di pietra del Santo Sepolcro.


Con l’andar del tempo lo svolgimento della festa divenne sempre più articolato per cui venne introdotto l’uso di trasportare il fuoco santo con un carro dove, su un tripode, ardevano i carboni infuocati. Non si conosce quando, in sostituzione del tripode, si usarono i fuochi artificiali per lo "scoppio del carro" ma si ritiene che ciò risalga alla fine del Trecento.

Alla famiglia Pazzi era affidata l’organizzazione del carro e l’onere delle relative spese. Il privilegio di questa antica famiglia cessò nel 1478, per una provvisione della Repubblica che cacciò i Pazzi dalla città a seguito della famosa congiura ordita da essi contro i Medici. I cospiratori vennero uccisi e la Signoria, per cancellare tutto ciò che era legato alla famiglia caduta in disgrazia, ordinò che non si facesse più lo scoppio del carro mantenendo solo, per tradizione, la distribuzione al popolo del fuoco benedetto, che doveva avvenire fra il Battistero e la Cattedrale.

I fiorentini, però, non gradirono l’abolizione spettacolare dello "scoppio" e cercarono con tutti i mezzi di far revocare la provvisione del governo della Repubblica, e ciò non tanto per rispetto verso la famiglia Pazzi ma perché non volevano che l’offerta del fuoco pasquale ritornasse ad essere effettuata alla maniera semplice usata anticamente, senza più la caratteristica e fragorosa cerimonia oramai divenuta una consuetudine. Pertanto la Signoria ordinò ai Consoli dell’Arte Maggiore di Calimala, amministratori del Battistero, di provvedere ai futuri festeggiamenti così come si usava fare prima della congiura.

Nel 1494, scossa dalla predicazione di morale cristiana del frate domenicano Girolamo Savonarola, la città cacciò i Medici e un’altra provvisione governativa restituì alla famiglia de’ Pazzi i suoi antichi diritti e privilegi, compreso quello dell’organizzazione del carro del Sabato Santo. Questo carro era inizialmente molto più semplice di quello attuale, ed a causa delle deflagrazioni e delle vampate che sopportava ogni anno, a cerimonia avvenuta, doveva essere quasi del tutto ripristinato. Parve quindi giusto ai Pazzi allestirne uno molto più solido ed imponente che dovesse durare per sempre. Fu, dunque, costruito il grande carro del tipo "trionfale" a tre ripiani, che da secoli, se pur più volte restaurato (anche dopo la tragica alluvione dell’Arno del 1966), gode ottima salute.

I fuochi di questo carro vengono incendiati da una colomba, o come si dice a Firenze dalla "colombina", la quale altro non è che un razzo dalle sembianze di un bianco piccione.

L’antica festa ha sempre richiamato una gran folla di turisti, di cittadini e di numerosi contadini della campagna fiorentina che traevano gli auspici per il raccolto dal felice esito della corsa della colombina sulla corda, che doveva svolgersi senza alcun intoppo.

Se la cerimonia religiosa ha conservato nel tempo quasi immutato il medesimo rituale, l’orario dello scoppio è stato, viceversa, più volte variato. Attualmente nella mattina di Pasqua, scortato da 150 fra armati, musici e sbandieratori del Calcio Storico Fiorentino, il carro del fuoco pasquale, detto affettuosamente dai fiorentini "Brindellone", si muove dal piazzale del Prato trainato da due paia di candidi bovi infiorati ed arriva al solito posto, in piazza del Duomo, fra il Battistero e la Cattedrale. I bovi vengono prontamente staccati ed un più moderno filo di ferro, che sostituisce la corda sugnata, viene teso a circa sette metri di altezza, da una colonna di legno, posta per l’occasione al centro del coro, fino a giungere al carro.

Mentre si procede a questa sistemazione, dalla Chiesa dei Santi Apostoli, nella piazzetta del Limbo, ha principio il corteo-processione preceduto dal Gonfalone di Firenze e dalla bandiera della famiglia Pazzi, con sacerdoti ed autorità, diretto al Battistero dove incominciano le funzioni religiose. Quindi il corteo si trasferisce in Duomo e, alle ore undici, al canto del Gloria in excelsis Deo, viene dato fuoco alla miccia della colombina che, sibilando, va ad incendiare i mortaretti ed i fuochi d’artificio sapientemente disposti sul Brindellone.

Inizia con fragore lo scoppio assordante e, sia pure in maniera simbolica, la distribuzione a tutta la città del fuoco benedetto. L’imponente mole dell’antico carro si avvolge puntualmente di nubi e scoppi come se l’aria stessa emettesse scintille sempre più luminose. Scintille che ad un tratto non parranno più piccole luci distinte ma una vera pioggia di viola, di rosa, di rosso, di verde, di bianco e di blu. Il profilo del Brindellone scompare del tutto in questo caleidoscopico gioco di colori che, pian piano, unitamente al fumo ed agli assordanti scoppi, si dissipa rendendo nuovamente visibili i marmi del Battistero, della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del campanile di Giotto.




Da sapere

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 I want to salute those who have devoted a little 'of his time to visit the site of my Bed & breakfast and at the same time was able to read some news original and fun of history, tradition and culture of Florence. (by laterrazza on 2008-08-24 05:24:43)

 


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