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Mappa Montescudaio

Informazioni generali
Il comune di Montescudaio è, insieme ad altri 38, uno dei comuni della Provincia di Pisa.
Abitanti: ha una popolazione di circa 1600 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 242 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Cecina (LI), Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Riparbella.
CAP: 56040
Prefisso: 0586
Codice fiscale: F640
Codice ISTAT: 50020
Nome degli abitanti:


Il Territorio

La Storia
Storia di Montescudaio
Montescudaio
Numerosi reperti archeologici testimoniano la presenza di un nucleo abitato a Montescudaio fin dall'epoca villanoviana, ma il primo documento scritto riferito al paese risale al 1092: è l'atto con il quale il Conte Gherardo Della Gherardesca donò al Monastero da lui fondato l'anno precedente e appartenente alle monache benedettine, la chiesa di San Andrea che era dentro al castello, oltre a una serie di benefici, riservando per sé il diritto di eleggere in perpetuo la Madre Superiora.
Sempre legati al rapporto Gherardesca - Monastero sono tutta una serie di documenti che testimoniano lo stretto legame tra i conti che risiedevano a Pisa ed il Castello. Tra l'altro ebbe il titolo di Contessa di Montescudaio, Monna Bombaccia Della Gherardesca, poetessa del '200 ricordata anche da Giovanni Sercambi nelle sue "Novelle". Il Castello in effetti fu per lungo tempo feudo dei Della Gherardesca del ramo di Settimo di Pisa (l'attuale San Frediano a Settimo) che anche per questo furono Vicari della Repubblica Pisana su gran parte della zona dell'alta Maremma. Essi però condussero azioni assai spregiudicate contro Pisa, ribellandosi una prima volta all'epoca dell'invasione da parte di Luchino Visconti nel 1345. Successivamente, prevenendo la disfatta pisana, nel 1406 si sottomisero a Firenze: in cambio di questo gesto i Della Gherardesca furono eletti Vicari.
I Della Gherardesca, tuttavia, tradirono in seguito anche Firenze. Nel 1447 appoggiarono infatti l'invasione del re di Napoli Alfonso d'Aragona. Alla fine della guerra con Napoli, nel 1479, Firenze si vendicò confiscando i beni del Conte Fabio e di fatto privando dei loro diritti sul Castello la nobile famiglia. Il paese fu costituito in comunità e ai Conti di Montescudaio restarono solo i beni allodiali. Durante l'invasione e il saccheggio di Montescudaio da parte del Conte Orsini di Pitigliano che comandava le truppe fiorentine, furono le stesse autorità del Comune che trattarono la resa evitando la distruzione del Castello dietro pagamento di una cospicua somma di denaro. Dal 1407, infatti, Montescudaio aveva avuto da Firenze la concessione di statuti propri.
Da questo momento Montescudaio rimarrà sempre fedele a Firenze, non partecipando nemmeno all'ultimo tentativo di ribellione sul finire del secolo XVI. Sotto il Granducato mediceo Montescudaio conservò l'autonomia statutaria, anche se non senza qualche contrasto con Firenze, tant'è che gli statuti del 1538 (comuni a Guardistallo e Casale) furono approvati dal governo fiorentino solo il 20 Gennaio 1550. Con le rinfeudazioni medicee, il 10 maggio 1648 il Granduca Ferdinando II° concesse il castello di Montescudaio in feudo col titolo di Marchesato a Ferdinando di Niccolò Ridolfi con diritto di perpetua primogenitura o, in caso di mancata discendenza, con facoltà di nominare il proprio erede. Questo evento si verificò alla morte del Marchese Ferdinando che, senza figli, nominò a succedergli il fratello Pietro. Erede di Pietro fu il figlio Niccolò, che morì anche lui senza eredi il 30 novembre 1727. A questa data il Castello rientrò in possesso della Camera gGranducale. Fu l'ultimo dei Medici, Giangastone, a rinfeudarlo il 30 settembre 1735 a Cosimo Ignazio Ridolfi. Francesco II° di Lorena riconfermò l'investitura feudale nel 1738. Risale a questo periodo anche la soppressione dell'antico monastero benedettino; il suo ingente patrimonio passò alla Chiesa di San Andrea dentro il Castello, che assunse il titolo di Abbazia di Santa Maria con la giurisdizione su sei chiese dei comini vicini. Durante il periodo del marchesato si assiste ad una progressiva decadenza del comune, testimoniata anche dal dimezzamento della popolazione.
Al censimento del 1551 Montescudaio contava 114 famiglie e 606 persone. Quando ci fu il ritorno ai Ridolfi le famiglie erano 87 e le persone 368. Ciò fu indubbiamente dovuto allo stato di abbandono che la Maremma settentrionale subì, ma l'evento non era ineluttabile. Contemporaneamente ai Ridolfi, infatti, e con un territorio che quasi circondava il marchesato, fu infeudato il Ginori, che promosse una vera e propria rinascita della zona. I Ridolfi esercitarono invece gli ampi poteri di cui erano investiti sopratutto in modo da accaparrarsi tutte le risorse del territorio, scontrandosi con i suoi abitanti. Ne sono una testimonianza gli Atti Criminali conservati nell'Archivio Comunale di Montescudaio, che riportano le continue liti tra la popolazione del castello e i marchesi.
I Ridolfi, per quanto privati della stragrande maggioranza dei loro privilegi con la legge sui feudi del 1749, rimasero formalmente feudatari e residenti a Montescudaio almeno fino al 1778. Dal punto di vista amministrativo, Montescudaio insieme a Riparbella, Guardistallo, Casale e Bibbona faceva parte del Vicariato di Campiglia dove risiedeva il Capitano per le cause criminali, mentre a Bibbona si trovava l'ufficiale per le cause civili o miste. Questa organizzazione, che risaliva ad uno statuto della Repubblica fiorentina del 1415, rimase sostanzialmente immutato fino al 1772. In quell'anno, con la legge del 30 settembre relativa alla riorganizzazione della giustizia e delle giurisdizioni, fu istituita la Podesteria di Guardistallo, cui passò la competenza per le cause civili. Fino alla legge del 3 marzo 1848 di Leopoldo II°, furono fatte parziali modifiche all'assetto sopra descritto. In particolare, nel 1833, Rosignano venne elevato a Vicariato e Montescudaio entrò a farne parte insieme ai comuni sopradetti, oltre a Castellina e Orciano. Nel 1838 la Podesteria fu spostata da Guardistallo a Bibbona. Intanto era iniziata anche a Montescudaio una lenta ripresa della popolazione. Nel periodo francese infatti, il dato è relativo al 1809, dai 404 abitanti del 1745 si era passati a 552.

Folklore, Cultura e Tradizioni

Monumenti, Luoghi e Itinerari
Il borgo medievale di Montescudaio
Mura del Castello
Il borgo di Montescudaio si presenta ancora oggi raccolto entro i resti della sua antica cinta muraria. A Montescudaio sono ancora visibili le tracce del suo passato medievale sia nei viottoli lastricati in pietra che nelle abitazioni rustiche.

La cinta muraria mostra le antiche torri tra le quali la "Torre Guardiola", dalla quale è possibile godere di un meraviglioso panorama sulla val di Cecina. La torre è caratterizzata dalla presenza di una lunga scala a chiocciola al suo interno.

Sulla piazza principale del paese è ubicata la "Chiesa di Santa Maria Assunta" dalla quale si può raggiungere la duecentesca "Torre Civica" posta in prossimità della Via del Borgo.

La costruzione della Torre Civica risale al XII secolo. Nel XIX secolo a essa venne aggiunto anche un'orologio. Anticamente la torre dava accesso al castello medievale, del quale oggi è possibile vedere i resti, costeggiati dalle antiche mura che in alcuni tratti raggiungono un'altezza di oltre quindici metri.

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici
Vino Montescudaio rosso DOC
Mostra mercato vino doc Montescudaio
La presenza della vite a Montescudaio si può far risalire con certezza all'era Etrusca. Ne è prova il ritrovamento del cinerario cosiddetto di Montescudaio del VII sec. a.C.: vi è raffigurato un banchetto funebre con un grosso vaso "cratere" dove veniva mescolato il vino con l'acqua, secondo l'uso greco.

Nel 1092 Gherardo della Gherardesca, dona al monastero da lui stesso fondato, una chiesa, vigneti ed altri benefici, riservandosi il diritto di eleggere la Madre Superiore.

Il vino è da sempre, quindi, uno dei prodotti portanti dell'economia locale di Montescudaio ed, in generale, dei comuni della valle del Cecina. All'inizio del XX secolo costituisce senz'altro, insieme all'olio, il prodotto più importante per incrementare lo scarso reddito delle popolazioni residenti. Ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che le cifre si fanno importanti: grazie al miracolo economico ed alla ripresa dei consumi, il vino di Montescudaio è sempre più richiesto, soprattutto come vino sfuso, venduto a botti o damigiane. Dietro la scia della domanda, si piantano nuovi vigneti, si comincia timidamente ad imbottigliare, seguendo l'esempio del più famoso Chianti, e cominciano a germogliare le prime idee di aggregazione tra produttori.
Nasce, così, nel 1968 la Sagra del Vino, voluta da alcuni illuminati produttori, che intuiscono le ottime possibilità di collegare turismo e conoscenza diretta del territorio al vino. Successivamente, nel 1977, Montescudaio ottiene la DOC che prevede due tipologie: un rosso a base di sangiovese, trebbiano, malvasia, e altre varietà come canaiolo e colorino, ed un bianco, a base di trebbiano, malvasia e vermentino, che può essere prodotto anche come Vin Santo, secco, semisecco o dolce. Il territorio interessato è piuttosto vasto, ma è complessivamente caratterizzato dal microclima indotto dal fiume Cecina e dalla presenza di terreni vocati soprattutto sulle fasce collinari, fino a rilevanti altitudini, come ai circa 450 m. di Montecatini Val di Cecina.

La DOC è impostata secondo la più classica delle toscanità vinicole chiantigiane così come erano intese nell'euforia degli anni 60, quando si guardava soprattutto alla quantità prodotta e molto poco alla qualità. L'aggiunta di trebbiano al rosso è molto significativa in questo senso. Oltretutto, la DOC esce in un momento in cui l'espansione dei consumi di vino di scarsa qualità e basso prezzo conosce un'improvvisa interruzione. Occorre arrivare agli anni 90 perché le cose comincino a cambiare in maniera abbastanza radicale.
Nella vicina Bolgheri, il Sassicaia ed i Super Tuscans che lo hanno affiancato, mietono un successo dopo l'altro sui mercati mondiali. Si sono affacciate nuove generazioni di produttori e di enologi, convinti che la strada dell'altissima qualità sia l'unica in grado di mantenere vivo il settore, dimostrando, oltretutto, l'alta capacità di remunerazione dei vini di alta gamma.
Anche a Montescudaio si comincia ad andare in questa direzione.Castello del Terriccio, Sorbaiano, Poggio Gagliardo sono tra i primi ad uscire con vini di taglio moderno che incontrano subito i favori del mercato.

Rispetto a Bolgheri c'è però una differenza sostanziale: mentre i vini bolgheresi sono prodotti in altissima percentuale da uve "francesi" come cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, syrah, con scarsa presenza di sangiovese (Satta con il suo Cavaliere è una delle rare eccezioni), nella DOC Montescudaio la realtà"sangiovese" si affianca e con successo ai nuovi stili a base cabernet.
Questa realtà è recepita dal nuovo disciplinare DOC del 1999, che prevede l'utilizzo dei vitigni cosiddetti "innovativi".
La zona di produzione comprende il territorio dei comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella e parte dei comuni di Montecatini Val di Cecina e Santa Luce, in provincia di Pisa. Sono da considerarsi esclusi i vigneti di fondovalle particolarmente umidi.

colore: rosso rubino carico.
odore: vinoso, morbido, leggermente fruttato.
sapore: asciutto, di giusto corpo, mediamente tannico, armonico.

Il Montescudaio doc è stato istituito con decreto del 02/11/1976.



Sport, Divertimento e Tempo libero

Eventi e Appuntamenti

Da sapere

Numeri utili
Indirizzi utili
Ristorante Il Forapaglia
56040 Montescudaio (PI) -V. Vittorio Veneto, 40
tel: 0586 650451
cell: 334 7767225

Ristorante Il Frantoio
56040 Montescudaio (PI) -Via Della Madonna, 11
tel: 0586 650381

Ristorante La Bettola
56040 Montescudaio (PI) -Via Vittorio Veneto, 8
tel:0586 650120

Ristorante La Steccaia
56040 Montescudaio (PI) -Localita' Pianetto
tel: 0586 618733

Ristorante Osteria Sapori Di San Valentino
56040 Montescudaio (PI) -Via Provinciale, 86
tel: 0586 651990

Ristorante Perbacco
56040 Montescudaio (PI) -Via V. Veneto
tel: 0586 650324

Farmacia Comunale
Via Della Libertà, 15
Responsabile: Fiorella Dott.ssa Argelassi
Telefono: 0586/650031

Polizia Municipale
Responsabile: Rocco Cusano
E-mail: pm@comune.montescudaio.pi.it
Telefono: 0586/651622
Apertura al pubblico: Lun. Ven. 9-12

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