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Mappa Torremaggiore

Informazioni generali
Il comune di Torremaggiore è, insieme ad altri 63, uno dei comuni della Provincia di Foggia.
Abitanti: ha una popolazione di circa 16970 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 169 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Rotello (CB), San Paolo di Civitate, San Severo, Santa Croce di Magliano (CB), Serracapriola.
CAP: 71017
Prefisso: 0882
Codice fiscale: L273
Codice ISTAT: 71056
Nome degli abitanti: Torremaggioresi


Il Territorio

La Storia
cenni storici
Torremaggiore, centro di 17.000 abitanti, è la città della Capitanata, a 38 km a nord di Foggia, che ospitò nel suo territorio l’imperatore morente, Federico II di Svevia (1250) a Castelfiorentino. Qui dettò il suo testamento universale, dal valore inestimabile sul piano giuridico, storico e civile.
La sua origine risale all’anno Mille, quando il casale col nome di Terra Maggiore era infeudato alla vicina Abbazia benedettina di S. Pietro. All’Abate, vero feudatario, sono indirizzati i documenti di cui ci è pervenuta memoria, tra cui l’importante bolla di papa Onorio III del 1216, che conferma ed enumera tutti i vasti possedimenti ed i privilegi concessi al detto Monastero, già riconosciuti con praeceptum dai catapani bizantini, dai duchi e re normanni.

Il Puer Apuliae amò particolarmente questo lembo della Puglia e spesso, dedito alla caccia, dimorò nei suoi castelli di Apricena, Lucera, Castelpagano, finché la morte non lo colse a Fiorentino nel 1250 (Torremaggiore). Le aspre lotte scatenatesi tra il Papato e Manfredi di Svevia portarono alla distruzione di Fiorentino e Dragonara il 26 ottobre 1255, ad opera delle soldataglie di papa Alessandro IV, al soldo del card. Ottaviano degli Ubaldini. I superstiti delle due città, stabilendosi all’ombra dell’Abbazia di S. Pietro, nei pressi del Castrum normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale, diedero vita all’odierno borgo antico di Torremaggiore.
Nel 1295 il feudo passò ai Templari; dopo la loro soppressione, avvenuta nel 1312, venne assegnato in dote da re Roberto d’Angiò a sua moglie Sancia, da cui prende il nome la contrada Reinella. Successivamente, passò a diverse case signorili, tra cui i Gianvilla, conti di Sant’Angelo. Nel 1382 venne investito del feudo Niccolò de Sangro.
Questo casato, discendente dai Duchi di Borgogna, esercitò la sua signoria, coi titoli di principi di Sansevero e duchi di Torremaggiore, salvo qualche interruzione, sino al 1806, anno di soppressione dei diritti feudali.

Nel 1627 Torremaggiore fu rasa al suolo dal catastrofico terremoto che sconvolse l’Alto Tavoliere, mentre nel 1656 fu funestata dalla peste bubbonica. Nel 1799 ebbero luogo gli scontri tra sanfedisti fedeli al re e antiborbonici di fede repubblicana, guidati dai fratelli Fiani, uno dei quali, Nicola, fu trucidato a Napoli dai sicari dei Borboni. Nel 1834 viene istituita in onore di S. Sabino, patrono della città, la fiera dell'agricoltura e del bestiame, prima domenica di giugno).

Dal 1861 al 1863 imperversò il brigantaggio sotto la guida di Michele Caruso, originario del luogo. Dopo l’esodo migratorio degli anni ’50 e ’60, Torremaggiore si caratterizza per lo sviluppo agricolo. Torremaggiore è anche la città dell’olio extra vergine d’oliva, del grano e del vino che commercializza a livello nazionale e all’estero.

A partire dagli anni ’80 cerca di valorizzare il sito di Fiorentino, grazie a vari interventi di scavi ultradecennali, che hanno riportato alla luce i resti della Domus imperiale e della distrutta città medievale. Nel 2007 è stato istituito il Parco archeologico di Fiorentino.

Folklore, Cultura e Tradizioni
folclore e tradizioni
Corteo Storico di Fiorentino e Federico: il terzo sabato e domenica di agosto: organizzato dal Centro Attività Culturali "D. T. Leccisotti", di concerto con il Comune, rievoca annualmente dal 1985 gli eventi della fondazione medievale di Torremaggiore. Dal 1994 l'evento, che presenta una sfilata in costumi d'epoca con circa cinquecento personaggi, si è arricchito di un Corteo Imperiale con spettacoli e scene di vita al tempo di Federico Il di Svevia, morto a Fiorentino. In concomitanza, si svolge il Palio delle Contrade con tipiche gare medievali.

Monumenti, Luoghi e Itinerari
monumenti e palazzi

Castel Fiorentino
Descrizione: In agro di Torremaggiore, a 9 chilometri a sud della città, sul versante ovest di una collina detta dello Sterparone (sperone interfluviale delimitato dal Canale della Bufala e dal Canaletto), si ergeva il centro abitato di Fiorentino, antica sede vescovile. Sorta su un'importante arteria che da Teanum Apulum conduceva a Luceria, Fiorentino, venne edificata, "ex nihilio" tra il 1018 e il 1023 dal catapano bizantino Basilio Baiohannes, insieme a Troia, Civitate, Dragonara, etc... . La città fu inserita nel sistema strategico-difensivo della frontiera settentrionale della Puglia, allo scopo di fronteggiare gli attacchi dei nemici dell'impero di Bisanzio. Distrutta la città nel 1255 durante le aspre lotte tra il papato e la Casa di Svevia, gli abitanti superstiti si rifugiarono a Torremaggiore. Gli scavi archeologici in corso del sito abbandonato hanno riportato alla luce la domus federiciana con i segni evidenti delle distruzioni e dei rifacimenti di età angioina. La cattedrale, intitolata a S. Michele Arcangelo, oggetto di una recente indagine da parte della Sopraintendenza ai Beni A.A.A.S. della Puglia, dominava nel settore sud-occidentale della città, con la facciata rivolta alla magna platea. E' plausibile che da esse provengano in buona parte le sculture medioevali riusate come arredo urbano nelle chiese ed abitazioni di Torremaggiore.

Castello Ducale
Descrizione: Castello Ducale secc. XII- XVI Dimora dei principi de Sangro dal 1400 al 1800 Dichiarato Monumento Nazionale nel 1902 Pregevoli gli affreschi della sala del trono di scuola napoletana del 1600 Ammirevole il busto in bronzo del Principe Raimondo De Sangro, duca di Torremaggiore, fatto erigere nell'anno 2002.

Chiesa Madonna di Loreto sec. XVI-XVIII.
Descrizione: Si conserva un'icona bizantina della Vergine Odigidria e un bassorilievo tardo-romanico rappresentante l'Annunciazione

Chiesa Matrice S.Nicola
Descrizione: Secc. XIII-XVII di stile romanico-pugliese, a tre navate, fondata dai profughi della Città di Fiorentino

Chiesa S. Maria della Strada
Descrizione: Sec. XVI. Vi si venera il simulacro di S. Sabino, patrono della Città

Festa di San Giovanni
Descrizione: In occasione della ricorrenza della festività di San Giovanni Bosco, domani 31 gennaio, il Comune di Torremaggiore, Settore Pubblica Istruzione, in collaborazione con la Scuola San Giovanni Bosco e il Centro Oratorio Giovanile "San Giovanni Bosco" di San Severo, ha organizzato una serie di manifestazioni che si svolgeranno nel cortile e nelle classi del plesso scolastico intitolato al Santo. Le manifestazioni vedranno la partecipazione di circa 20 animatori e lo svolgimento di laboratori interattivi con il coinvolgimento di tutte le classi in: attività, giochi e canti. Il programma avrà inizio alle ore 8,15 e terminerà alle ore 12,30. Alle ore 11,00 è prevista la SS.Messa presso la chiesa di Santa Maria della Strada.

Monumento ai Caduti
Descrizione: Viene eretto nel 1923 per commemorare i caduti nella prima Guerra Mondiale del 1915-1918 Progetto e realizzazione dello scultore locale Giacomo Negri

Municipio
Descrizione: Palazzo di Città edificato alla fine del sec. XIX sull'esempio degli edifici pubblici con portico, detti broletto, diffusi nel Nord Italia. Scuole Sono presenti tutti gli ordini scolastici, dalla scuola dell'infanzia alle secondarie superiori ( Liceo ad indirizzo classico, scientifico, pedagogico, Istituto Commerciale ad indirizzo informatico, turistico, alberghiero). Opera con affluenza d' iscritti il Liceo Civico Musicale L.Rossi, istituzione del Comune, già Scuola Musicale fondata nel 1972.

Porta degli Zingari o Arco di Borrelli
Descrizione: Chiudeva al lato est il Borgo Vecchio. Sul lato interno è murato un bassorilievo raffigurante San Giorgio e il drago

Santuario Maria SS. Della Fontana
Descrizione: Già S. Maria dell'Arco, risale all'anno Mille. Fu ampliata e modificata negli anni 1916-1920 Si conserva un affresco restaurato della Madonna con i Santi Francesco e Antonio fine sec.XVI


Teatro Comunale "Luigi Rossi"
Descrizione: Costruito nel 1925 dal sig. Mariano, acquistato dal Comune di Torremaggiore nel 1987, ospita la stagione teatrale del Comune

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici
prodotti tipici
prodotti dell' agricoltura locale sono gli ingredienti fondamentali della dieta mediterranea, un regime nutrizionale basato fondamentalmente sul consumo di frutta fresca e verdura, pane e cereali, olive e olio di oliva, legumi, carne magra, pesce e un moderato consumo di vino durante i pasti. La maggior parte di questi ingredienti trovano nell'agro di Torremaggiore le condizioni ideali di produzione.

L'olio d'oliva : è prodotto per la maggior parte dalla specialità di oliva Peranzana, una qualità particolarmente pregiata che i Principi de Sangro, duchi di Torremaggiore, importarono dalla Provenza, regione della Francia meridionale. Dalle sue drupe si estrae un olio dal tipico sapore fruttato intenso, con lievi note di amaro piccante.

Il vino : la produzione vinicola è una forte tradizione del territorio, con vini di qualità superiore come i D.O.C. di San severo e I.G.T., prodotti dalle due aziende locali Cooperativa Fortore e Cooperativa P.Pio
Trai vini locali più rappresentativi tratti da vitigni pregiati quali Trebbiano, Bombino, Malvasia, Montepulciano, Sangiovese, Cococciola, Verdesca, Ciliegiuolo:
San Severo D.O.C. bianco, San severo D.O.C. rosso, Trebbiano Toscano, Montepulciano, Bombino Daunia.

Il grano duro : prodotto da sementi altamente selezionate che consentono una qualità eccellente utilizzata dai migliori pastifici nazionali italiani.

Sport, Divertimento e Tempo libero

Eventi e Appuntamenti
Eventi e sagre a torremaggiore
Festa liturgica di San Sabino: 9 febbraio presso la Chiesa di S. Maria della Strada.

Falò di S. Giuseppe: la sera del 19 marzo per le strade cittadine.

Via Crucis Vivente: è organizzata la domenica delle Palme dalla Parrocchia di S. Nicola dal 1979.

Processione del Venerdì Santo: mattutina e serotina con l'intervento delle Confraternite della Morte e del SS. Rosario. Caratteristico è un coro di ragazze vestite di nero, che intona i tradizionali canti della Passione.

Festa di Maria SS. della Fontana: dal lunedì al giovedì dopo la Pasqua: si svolge con solenni festeggiamenti religiosi e popolari, due processioni il martedì e il mercoledì, rinomati concerti. Rappresenta la festa più sentita a Torremaggiore.

Festa Patronale di San Sabino di Canosa: primo sabato e prima domenica di giugno: si svolge con processione, sfarzose luminarie e addobbi, tradizionali concerti, fuochi pirotecnici. In concomitanza, si svolge per tre giorni la Fiera di S. Sabino, agricola e commerciale, che fu istituita nel lontano 1834.

Festa di Sant'Antonio di Padova: 13 giugno, presso la Chiesa di S. Maria degli Angeli.

Festa di Maria SS. del Carmine: è organizzata dalla categoria degli edili il 16 luglio.

Corteo Storico di Fiorentino e Federico: il terzo sabato e domenica di agosto: organizzato dal Centro Attività Culturali "D. T. Leccisotti", di concerto con il Comune, rievoca annualmente dal 1985 gli eventi della fondazione medievale di Torremaggiore. Dal 1994 l'evento, che presenta una sfilata in costumi d'epoca con circa cinquecento personaggi, si è arricchito di un Corteo Imperiale con spettacoli e scene di vita al tempo di Federico Il di Svevia, morto a Fiorentino. In concomitanza, si svolge il Palio delle Contrade con tipiche gare medievali.

Festa di Maria SS. Assunta: organizzata il 15 agosto dalla Parrocchia di Gesù Divino Lavoratore.

Torrestate: organizzato in estate dall'Assessorato alla Cultura, si articola in diverse rassegne, da quella cinematografica all'aperto, a quella cabarettistica.

Sacco e Vanzetti: 23 agosto, manifestazioni nella ricorrenza della morte dei due italiani (Nicola Sacco è nativo del luogo), giustiziati innocentemente in America nel 1927 sulla sedia elettrica.

Festa di S. Matteo e S. Pio da Pietrelcina: 21-23 settembre, organizzata dall'omonimo comitato e dal Convento S. Cuore dei Frati minori.

Festa di Maria SS. del Rosario: organizzata dalla Confraternita omonima nella prima decade di ottobre.

Sagra del Vino novello e dell'Olo d'oliva: organizzata a novembre dall'Assessorato all'Agricoltura, mira a rivalutare, oltre ai vini locali, l'olio extra vergine d'oliva, qualità provenzale, o 'peranzana', altamente competitivo sul mercato nazionale ed internazionale.

Presepe Vivente: organizzato nel borgo antico a fine dicembre dall'Associazione Sbandieratori "Florentinum" e dalla Pro Loco.

Da sapere
personaggi del posto
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IMPERATORE FEDERICO II DI SVEVIA
Descrizione: Nato a Jesi (An) nel 1194 e morto a Fiorentino (Fg) nel 1250. E’ il più grande sovrano medievale, oggi attuale più che mai per aver concepito e realizzato un’idea europeista e una forma di stato laico, senza frontiere, basato sulla tolleranza, senza distinzioni di razza, di sesso, di religione. L’imperatore ha amato di un amore struggente la sua Apulia e in particolare la “Magna Capitanata”, dove spesso si rifugiava per rinfrancare lo spirito dopo le battaglie e per dedicarsi alle predilette attività venatorie. A Foggia aveva un’incomparabile reggia, a Lucera la zecca imperiale con la colonia dei fedeli Saraceni, a S. Lorenzo in Carmignano un parco acquatico. Il vaticinio dell’astrologo Michele Scoto sulla fine del Puer Apuliae si compì a Fiorentino, una città sub flore, nata da Bisanzio, in territorio di Torremaggiore. Qui dettò il suo testamento universale, in cui salvaguardò gli antichi demani del Regno di Sicilia. Questo riconoscimento ha per il nostro territorio un valore inestimabile dal punto di vista giuridico, storico e sociale. La memoria storica del grande sovrano è molto viva a Torremaggiore, che da diversi anni gli dedica convegni internazionali, pubblicazioni e rappresentazioni teatrali, oltre all’annuale Corteo storico con Palio e spettacoli artistici. Il legame al suo nome vuol essere, oltretutto, un motivo di riscatto per questo territorio, molto spesso dimenticato dallo sviluppo economico e dalla politica turistica.

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strutturaNicola Fiani (1757-1799)
Descrizione: Nacque a Torremaggiore da ricca famiglia. Ufficiale della Guardia regia borbonica, prese parte ai moti rivoluzionari. Arrestato nel 1794, fu poi liberato dai patrioti antiborbonici per partecipare da combattente alla nascita della Repubblica Partenopea insieme con i suoi due fratelli Giambattista, giureconsulto, e Onofrio, sacerdote e professore. Al ritorno dei Borbone, fu arrestato e sommariamente processato. Condannato a morte, fu impiccato in piazza del Mercato a Napoli il 29 agosto 1799. Il suo corpo fu straziato e dilaniato dai feroci e fanatici borbonici e sanfedisti. Il 12 febbraio dello stesso anno fu assassinato Giambattista, mentre don Onofrio fu condannato a 20 anni di lavori forzati.

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strutturaNicola Sacco (1891-1927)
Descrizione: All’anagrafe, Ferdinando, era un calzolaio orlatore di 36 anni quando fu giustiziato negli Stati Uniti, vittima innocente dell’America xenofoba degli anni Venti. Fu bruciato vivo insieme con Bartolomeo Vanzetti con potenti scosse elettriche nella notte tra il 22 e 23 agosto 1927 nella prigione di Charlestown nel Massachussetts, dopo sette anni di torture dall’arresto. L’accusa fu l’omicidio a scopo di rapina di due guardie del libro paga nel South Braintree. Siamo di fronte agli aspetti negativi e contraddittori di quella migrazione transoceanica che portò nel continente nordamericano una “massa” disposta ai lavori più umili ed all’asservimento, ma anche di cittadini dignitosi e coraggiosi che nell’ambiente carico di odio trovarono il verso per lievitare idee e impostare una lotta intesa a sostenere i diritti dell’uomo sul piano dell’eguaglianza e della libertà.

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strutturaRAIMONDO DE SANGRO: SCIENZIATO MODERNO ANTE-LITTERAM
Descrizione: Colui che ha dato maggiore lustro alla sua casata è senza dubbio Raimondo Maria de Sangro (1710-1771), ottavo Duca di Torremaggiore e settimo Principe di Sansevero, nato nel Castello di Torremaggiore il 30 gennaio 1710 ed ivi battezzato il 2 febbraio successivo dal vescovo di San Severo, Mons. Carlo Francesco Giocoli. Allevato dai nonni paterni, perché orfano di madre a meno di un anno, lascia Torremaggiore all’età di dieci anni per trasferirsi a Roma, dove riceve una ferrata educazione religiosa presso i padri gesuiti. Sposatosi a 22 anni nel 1732 per procura, poiché la moglie Carlotta Gaetani dell’Aquila d’Aragona risiedeva nelle Fiandre, consuma il suo matrimonio a Torremaggiore nel 1735. Da lei riceve otto figli. Uomo dalla personalità inquietante ed al tempo stesso affascinante, è definito il Principe dei misteri, un surrealista in anticipo. In un’epoca dalle nuove concezioni illuministiche, egli si configura tra gli uomini particolari che ne sono protagonisti: con l’ardore di un alchimista sa fondere in sé la lucida freddezza dello ‘scienziato’, che indaga sugli strumenti e sulle modalità dell’agire, con le intuizioni del ‘filosofo’, che non si arresta alla comprensione della sola realtà empirica. Tra splendori cortigiani (viene creato nel 1730 Grande di Spagna di prima Classe e nel 1737 Gentiluomo di Camera con Esercizio del Re) e persecuzioni oscurantistiche, trascorre la sua vita conducendo con successo ricerche sperimentali in più branche dello scibile umano: 1- letteratura: la sua produzione letteraria, emessa da una tipografia da lui stesso impiantata nelle cantine del suo palazzo in Napoli, gli procura nel 1743 il titolo Accademico della Crusca di Firenze e della Sacra Accademia Fiorentina. 2- filosofia naturale: da illuminato rosacrociano ricerca la “verità non solamente attraverso la scienza, ma a partire dalla natura e da quella parte complessa della natura che è l’Io”; 3- pirotecnia: ha progettato nel 1743 il primo teatro pirotecnico in occasione della nascita della principessa reale Maria Elisabetta, inventando l’effetto pirico dal colore verde; 4- chimica: ha scoperto metodi per ristagnare il rame, per produrre agata, diaspro, lapislazzuli ed altre pietre preziose artificiali, per colorare ogni specie di marmo, per ottenere da alcuni vegetali una cera sintetica della stessa qualità della cera vergine d’api, per ottenere la desalinizzazione dell’acqua di mare; 5- meccanica: ha inventato la carrozza marittima, capace di muoversi a terra e in mare; ha inventato nel 1739 il primo fucile a retrocarica, particolare archibugio a doppio effetto, caricabile contemporaneamente a polvere e a vento, anticipando l’invenzione del Lefaucheux e del colonnello Colt; mentre, nel 1741 egli ha messo a punto un nuovo cannone in lega di ferro, più leggero di quello in dotazione dell’esercito borbonico; 6- medicina: sbalorditive sono le “Macchine Anatomiche”, conservate nella cavea della Cappella della Pietà a Napoli; rappresentano due scheletri umani, l’uno maschile e l’altro femminile, rivestiti dell’apparato circolatorio arterio-venoso; la certificazione notarile per la loro costruzione è riportata in: Miccinelli Clara, Il Tesoro del Principe di Sansevero. Genova, 1985; 7- fisica idrostatica: ha inventato una macchina idraulica che serviva ad utilizzare l’acqua piovana, raccolta in serbatoi, per fornire forza motrice ad opifici; per l’aspirazione dell’acqua veniva sfruttata l’energia del vento e la forza di gravità; 8- chemioterapia del cancro: sconvolgente è l’intuizione del principe nell’aver somministrato a due pazienti, in modo appropriato e pertinente, gli estratti di un alcaloide quale la pervinca, quasi due secoli prima della scoperta di sostanze attive in chemioterapia citostatica; 9- arte militare: nel 1741 il principe ha ideato il progetto d’una molteplice difesa interna specialmente nelle cittadelle, nel 1742 ha iniziato a scrivere il Gran Vocabolario dell’Arte Militare e di Terra; Indiscusso stratega militare sia sul campo (respinge gli Austriaci nella battaglia di Velletri nel 1744 col titolo di Colonnello del Reggimento di Capitanata), sia in studi dottrinali (scrive e pubblica la Pratica più agevole e più utile di Esercizj militari per l’Infanteria nel 1747), riceve gli elogi dalle più importanti corti europee, da quella austriaca di Maria Teresa d’Asburgo (1740-1780) a quella francese di Luigi XV (1715-1774), oltre che da Ferdinando VI di Spagna, da Federico il Grande di Prussia (1740-1786), da Carlo III di Borbone (1734-1759) dal maresciallo Maurizio di Sassonia. La società partenopea, invece, dal canto suo, non accetta Raimondo, detto “il Sansevero”, a causa della sua preparazione culturale diversa, poiché crede di vedere in lui, fin da principio, un personaggio enigmatico circondato da un alone sinistro e dedito alla magia. La sua nomina a Gran Maestro Venerabile della Massoneria del Regno di Napoli (dopo che lui stesso l’ha fondata) e la pubblicazione della famosa Lettera Apologetica concorreranno a far scagliare contro di lui nel 1750 una sorta di anatema sociale. Anzi, il popolo, inscenando una irrazionale reazione di timore e di condanna, comincia da questo momento in poi ad oscurare la sua immagine con fosche leggende (vedi: Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane. Bari, Laterza, 1948). Solo grazie alla protezione di Carlo III re di Napoli e alla benevolenza di papa Benedetto XIV (1740-1758), Raimondo riesce a superare indenne una vera e propria campagna denigratoria, scatenata da una aristocrazia frivola ed incolta e da un popolino analfabeta, capaci solo di additarlo a vista quale pubblico peccatore e stregone. Del resto né la Napoli del suo tempo, né la posterità comprenderà molto di lui, ma si limiterà solo a contemplare, stupita ed interdetta, tutto ciò che si conserva nella Cappella di S. Maria della Pietà, detta di Sansevero, a Napoli. Commissionando i migliori artisti dell’epoca, tanto da trasformare questo Tempio in centro della cultura del Settecento napoletano, Raimondo non risparmia né danaro, né energie e mette a disposizione i frutti delle sue invenzioni e delle sue tecniche, che conferiscono ai gruppi scultorei, eseguiti in omaggio ai suoi avi e congiunti, un particolare messaggio allegorico di chiaro stampo esoterico-occultistico. È l’ultimo messaggio raimondiano lasciato ai posteri, che consiste nell’invito a meditare sulle umane caducità per uscirne migliori. E con questo scrigno d’arte, pervenutoci col suo contenuto di statue, di complessi marmorei, dei suoi epitaffi, del suo simbolismo, delle sue dimenticanze, i de Sangro, congedandosi dalla vita, consegnano alla storia non solo gesta ma anche sentimenti. Tratto da: Panzone Ciro, L’Eredità del Castello Ducale di Torremaggiore. Foggia, Leone editrice, 1993, pagg. 238.


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